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Sisma in Abruzzo
occorre una risposta, perchè abbia avuto senso augurarsi Buona Pasqua

 

La notte tra il 14 ed il 15 Gennaio 1968, nella Sicilia occidentale, si verifica il terremoto del Belice di magnitudo 6,4 della scala Richter, che provoca 370 vittime, un migliaio i feriti e circa 70.000 senzatetto oltre che ingenti danni, e la distruzione parziale o totale di alcuni paesi, come Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago.

La notte tra il 5 e il 6 Aprile 2009, nella provincia de L’Aquila, si verifica in terremoto di magnitudo 5.8 della scala Richter, che provoca 297 vittime, un migliaio i feriti e circa 58.000 senzatetto oltre che ingenti danni, e la distruzione parziale o totale di alcuni paesi, tra cui la stessa città capoluogo di regione.

A distanza di 41 anni, nel vedere le immagini del terremoto de L’Aquila, se solo fossero trasmesse in bianco/nero, si riuscirebbe a scorgere lo stesso strazio, la stessa distruzione e purtroppo lo stesso orrore che ha colpito la Valle del Belice e la sua popolazione, e negli anni a seguire l'Irpinia, e poi il Friuli, e poi l'Umbria e ancora la Scuola di San Giuliano con le sue giovanissime vittime.

A distanza di 41 anni, malgrado le leggi sulle costruzioni antisismiche, malgrado le attività di Protezione Civile, malgrado la consapevolezza e l'informazione sulle norme comportamentali, malgrado gli studi di prevenzione e previsione, malgrado i controlli, malgrado le esercitazioni del volontariato e non solo, malgrado gli investimenti in risorse ed energie, malgrado i progetti, malgrado ci siano state altre catastrofi e altre sofferenze in questi lunghi quarantuno anni che avrebbero dovuto insegnare qualcosa anche in nome delle vittime di ieri e di oggi, di fronte agli esiti di una scossa di terremoto come quella che ha falciato l’Abruzzo, dobbiamo ancora rilevare che per le popolazioni colpite non è cambiato nulla, e la domanda che ricorre ed alla quale bisognerà dare una risposta seria è solo una: PERCHE'?

Voi che in passato avete deciso e che oggi decidete in nome di una nazione, provate a dare la giusta risposta, provate a spiegare com'è possibile che nonostante le esperienze fatte anche sulla pelle della gente inerme oggi si ripetono scenari di straziante orrore.

Soltanto quando sarà data una esauriente quanto univoca risposta, solo da quel momento per tutti coloro che oggi soffrono e per coloro che oggi rivivono attraverso le immagini in TV le sofferenze di ieri, per tutta questa gente e per tutta la comunità civile che riesce ad emozionarsi ed ammutolirsi davanti a duecentocinque bare mestamente allineate, avrà avuto un senso augurarsi Buona Pasqua.





12 Aprile 2009 - Enzo Bisconti IT9UMH









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