IT9UMH - Update 2009 Home | Archivio News | Contatti | Guest Book
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Padre Silvano Galli 5V7SGA
presso
S.M.A. Società delle Missioni Africane
Via F.sco Borghero 4 - 16148 - GENOVA
C/C Postale 479162
Frequenza Monitor HF 14.313Mhz from 07.00 to 08.00 UTC
http://www.missioni-africane.orgAprile 2009 - Un momento di condivisione con qualche tratto di cronaca di Kolowaré e dintorni.
Per una Pasqua di comunione con coloro che, alla periferia della storia, arrancano sui sentieri della vita.
Sfollati
Non ha atteso di essere sloggiato. Lo sapeva. Doveva partire. Come diversi altri che avevano le loro case vicino al nuovo edificio delle medie-ginnasio. E se ne è andato, ha costruito due nuove dimore. Da solo, senza chiedere aiuto a nessuno. E noi gliene abbiamo costruito una terza. Noi significa: il villaggio ha fabbricato i mattoncini di argilla, i muratori hanno costruito l'abitazione, i carpentieri hanno posato il tetto... senza essere retribuiti, io ho messo il necessario per le costruzioni: cemento, lamiere, travi, chiodi, ferro, e materiali vari. Nella prima foto le due dimore costruite da Akondo, accanto la casetta costruitagli dal villaggio. Notate le porte. Manca solo l'intonaco. Quattro famiglie hanno dovuto lasciare le loro case. Gliele abbiamo ricostruite. Una maledizione può trasformarsi in benedizione.
Pozzi
Siamo in piena stagione secca. E' il momento di scavare i pozzi. Se si trova l'acqua adesso, ce ne sarà in abbondanza durante la stagione delle piogge. Abbiamo quattro cantieri aperti. Il primo a Sabaringadè. Nella foto il pozzo terminato e le pareti con i cilindri di cemento. Issaka sta terminando di scavare. Ha trovato tanta acqua, ad una dozzina di metri. C'è una falda che viene dalla collina vicina. Cerca di approfondire per installare poi una pompa a mano. Ma ormai l'acqua è stata trovata. Il capo villaggio non finiva di ringraziarlo.
Komu
Ad un km da Sabaringadè si trova l'agglomerato di Komu. Hanno cercato loro stessi di scavare un pozzo. Sono arrivati a 5 o 6 metri. Quando piove l'acqua c'è, ma non adesso. Ora c'è solo una grossa buca. E poi non c'è protezione e la terra cade e copre l'acqua. Con Issaka, il tecnico, andiamo a vedere. Scende in fondo alla buca, fa delle prove. L'acqua c'è dice, bisogna scavare ancora un po' e si trova, ma bisogna metterci i cilindri di cemento per fare un pozzo sicuro e definitivo. Chiedo di procurare la ghiaia, poi offrirò loro il cemento e il lavoro. Sono d'accordo. Accanto al vecchio Ayeva, il capo gruppo, ci sono donne e bambini che fanno festa. Vogliono che partecipiamo anche noi. Cercano una pollastrella e il vecchio me la offre. Consiglio di darla ad Issaka. Nella foto Salifu e Issaka con la gallinella.
Welu
Ancora un paio di km e incontriamo Welu. Anche qui hanno problemi d'acqua. Avevo dato loro una mano un paio di anni fa per scavare un pozzo. Avevano trovato l'acqua a 7 metri, e ricoperto di mattoncini rotondi le pareti del pozzo. Sembrava tutto a posto. Ma non hanno scavato a sufficienza. In stagione secca non c'è quasi più acqua. Issaka fa un controllo. Bisogna scavare ancora almeno un metro o due, ma anche togliere tutti i mattoncini, in fondo stanno già sgretolandosi. Per poter scavare deve togliere tutti i mattoncini, altrimenti gli cadono addosso. Al loro posto bisogna mettere cilindri di cemento. La gente di Welu è molto dinamica. Un esempio. Non lontano dal pozzo c'è un mulino per cereali installato da poco. Lo si vede nella foto. Anche Welu è pronto a portare la ghiaia. Issaka farà il lavoro. Procurerò cemento e pagherò il lavoro.
Kolowaré
L'altro cantiere è davanti alla scuola media di Kolowaré. Issaka e i suoi due aiuti sono già arrivati a 7 metri. Hanno trovato laterite e roccia. Non si scoraggiano. Sono andati da un fabbro a procurarsi dei grossi punteruoli, e continuano il lavoro, con pazienza e... tanto sudore. Issaka assicura che l'acqua la troverà. Ha già fabbricato 12 cilindri di cemento, pronti ad essere calati nel pozzo appena spunta l'acqua. Invece le donne con il loro porcile, sono state sfortunate. Arrivata una squadra per scavare un pozzo per dar da bere ai loro maiali, hanno fabbricato 12 cilindri, poi iniziato a scavare. Un primo tentativo fallito: trovata roccia. Provato in un secondo posto: ancora roccia, e sono partiti, lasciando cilindri sul posto. Vedremo se si potrà fare qualcosa, magari scavando altrove. Issaka ha fatto un controllo e ha confermato l'impossibilità di continuare a scavare i pozzi iniziati.
Pasqua
Mathieu è passato a salutare un'anziana donna, Alima, la moglie del vecchio Ayeva di Komu. Con qualche amico ogni tanto va nelle famiglie a fare delle visite. Ad un certo momento la vecchia gli dice: vorrei che, prima di morire, mi insegnassi la strada che conduce verso Dio. Mathieu pensa di non aver capito bene, e le chiede di ripetere la domanda davanti a suo marito. E la donna la ripete. E se te la insegnassi adesso, senza aspettare la fine della vita, le domanda Mathieu. E' quello che desidero, risponde la donna. Ecco in questa Pasqua sto riscoprendo con lei la strada della vita, annunciandole Qualcuno che l'ha sempre accompagnata, che ha vinto la morte e che la introdurrà in una vita senza fine.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - TOGO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Gennaio 2009. Per un momento di comunione e fraternità un paio di pennellate di Kolowaré.
Sabato 10 gennaio. Alle 6 Pascal, il nostro sagrestano tutto fare, suona per chiamare i ragazzi al pellegrinaggio. I primi si ritrovano davanti alla chiesa. Li invito ad andare davanti al centro parrocchiale. Poco alla volta arrivano gli animatori, poi gli adulti che inquadrano i bambini. Facciamo una preghiera davanti alla Grotta e alle 7 il pellegrinaggio si mette in marcia. Sei gruppi, ognuno con un animatore.
Sono previste tre soste per pregare e riflettere sul testo della "Carità" di San Paolo. Lo abbiamo letto, studiato, pregato inisieme. Ogni animatore ha un fascicoletto con le domande per far riflettere i bambini e farli parlare. Eccone alcune:
- Come ti senti quando sai che gli altri ti vogliono bene?
- Come ti senti quando ti accorgi che gli altri non ti vogliono bene?
- Conosci delle persone che soffrono per te perché ti vogliono bene?
- Hai già incontrato qualcuno che ti ha perdonato?
- Come ti senti quando vedi che qualcuno fa la spia o truffa a scuola...
E tante altre....
Carico i cestini con il pranzo nella macchina. Dopo una mezz’oretta scendo ad Atchibodo, meta finale del pellegrinaggio. Trovo il loro gruppo in cammino verso Nigbaoudè dove hanno appuntamento con i nostri. Accompagnati dal catechista Ange. Davanti alla chiesa di Atchibodo hanno preparato uno spiazzo dove celebrare la messa. C’è un gruppo che attende i pellegrini. Scarico i cestini e raggiungo i ragazzi a Nigbaoudé. Sono nel prato davanti alla scuola. I sei gruppi, sparsi nei vari angoli. Diversi altri si sono aggiunti in cammino. Il gruppo di Atchibodo arriva e si mettono tutti al centro del prato a cantare e a danzare. Invitiamo i bambini locali ad aggiungersi ai nostri per divertirsi insieme. Sono un po’ restii, ci guardano da lontano. Pascal li chiama: igoni, igoni, venite, venite. Mi avvicino, faccio qualche foto e aggiungo: nkese nidaare, non abbiate paura. E vengono, vengono e danzano con i nostri bambini.
Torno alla missione a preparare valigia cappella e li raggiungo di nuovo in cammino. Faccio qualche foto. Sono fermi ai bordi della strada, ma non è troppo prudente. Oggi è giorno di mercato a Kolowaré e c’è traffico sulla strada, furgoncini e motorini taxi schizzano con poca prudenza. Li invito ad entrare nel bosco e vado poi ad attenderli ad Atchibodo. Avevano previsto la messa fuori, ma celebriamo nella cappella. Alla partenza i ragazzi erano una cinquantina, all’arrivo più di un centinaio. Iniziamo la messa alle 11 e terminiamo a mezzogiorno. La corale dei ragazzi anima la messa. Sempre esplosiva. Come prima lettura utilizziamo il testo che conoscono, con il vangelo del Battesimo di Gesù. Lascio ai ragazzi una parola: “Ascoltatelo”. Mi danno la colletta per la Santa Infanzia: 815 frs.
Sono a casa alle 12:30. Trovo una chiamata nel telefonino. Richiamo. E’ Aiewa del Lions Club di SKD. Avverte che fra mezz’ora arriveranno a Kolowaré dalle suore con i loro doni per i lebbrosi, come ogni anno. Mi dice di avvisare le suore.Vado dalle suore. Era appena arrivato il camion con i doni dei Lions ad... avvertirle. Mandano Pascal a cercare gli ammalati, il capo villaggio... ma è assente. Alle 13:30 i Lyons arrivano. Tre notabili sostituiscono il capo villaggio. Gli ammalati-mutilati si sono raccolti nel cortile e seduti sul grande marciapiede adiacente ai magazzini. Esco nel viale dei manghi ad accoglierli. Lot e Firmin mettono delle sedie sotto gli alberi. In attesa che arrivino tutti ci mettiamo a conversare. Si ricordano la storia dello scorso anno. Ne chiedono un’altra. Narro la storia di Fecondità, Ricchezza, Coraggio. Presento poi suor Josiane, suor Beatrice. Spiego l’assenza di suor Etta. Quando tutti sono arrivati, discorso ufficiale e presentazione dei doni. Ringrazio a nome delle suore. Trasmissione dei doni a suor Beatrice, e visita al nuovo centro per gli orfani. Tutti stupiti di come le suore sappiano rispondere ai bisogni reali della gente.
Siamo davanti alla maternità. Uno del gruppo, Ouro-Adohi Surudu Eric, presidente del “Lomé Doyen Lions Club” chiede quante nascite mensili ci sono. Chiedo a Jeanne, la matrona: dalle 20 alle 25, risponde, dunque sui 300 all’anno. “E quanti ammalati riceve il dispensario”, continua. “In media 530 nuovi casi al mese, con punte di 650”, ma gli ammalati che vengono al dispensario sono più di mille al mese”.
Al ritorno uno degli ammalati dice due parole di ringraziamento a nome di tutti.
Alle 14:30 la delegazione lascia Kolowaré.
Nella foto la partenza e l’arrivo del pellegrinaggio e la rimessa dei doni per gli ammalati a suor Beatrice.
Termino con una frase di Paola Mastrocola: "Mi piace l'idea che tutti noi facciamo varie cose nella vita, grandi o piccole, e che tutte hanno un qualche effetto sugli altri: ma sarebbe bellissimo che noi non lo sapessimo".
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - TOGO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
FESTA S.M.A.
Dovevamo festeggiare l'8 dicembre, l'anniversario della nostra nascita. Ma l'abbiamo spostata al 15. Quest'anno i padri SMA del centro e nord Togo hanno scelto Kolowaré. Un avvenimento. La prima volta nella storia del villaggio. E c'erano tutti, o quasi.
Perfino il vecchio cieco Georges, con la sua guida. Mancava Alatakpa, il presidente della comunità: all'ospedale per una caduta in moto il giorno prima. Mentre andava a far propaganda per la festa.
All'omelia spiego il significato delle festa ricordando l'8 dicembre 1956 quando il fondatore Brésillac con un piccolo gruppo dei sette offre e depone ai piedi della Madonna di Fourvière, a Lione, la nuova famiglia SMA che stava per nascere.
Ricordo poi la morte di Brésillac e di quattro compagni nel giugno 1959, e la parola detta a Planque: “La missione continuerà fin quando ci sarà una volontà per continuarla, e voi sarete questa volontà”.
Sottolineo che noi siamo l’espressione concreta di questa volontà. All’offertorio danze con presentazione delle offerte: pannocchie di mais, caschi di banane, grappoli di noci di palma. Dopo la comunione presento gli invitati sottolinenado l’internazionalità e la presenza di Beata, la laica polacca. Alla fine la gente esce e danza attorno ai padri. Facciamo suonare tutte le campane in segno di festa.
IL PRIMO DELLA CLASSE
Sono le 6:30 di venerdì 19. Sento suonare alla porta. E' Makpaléhon, il bambino di cui ho raccontato la storia.
Mi dice raggiante: papà, sono il primo della classe". Hanno appena terminato le composizioni trimestrali. Aveva talmente voglia di andare a scuola che ce l'ha messa tutta. Ed è risultato il primo.
Per fare un pò di festa gli dò un sacchetto di riso e qualche caramella. Tornerà dopo un po', con occhi tristi: papà avrei bisogno di una camicia. Di sua misura non ne ho. Gli offro quello che trovo. Se va raggiante.
Gli guardo i piedi: ha ancora le ciabatte che gli avevo dato qualche tempo fa. Ha il piede come il mio e per le scarpe non ci sono problemi. CENTRO RECUPERO
I neonati, orfani di madre, sono sempre più numerosi a venire al dispesanrio di Kolowaré per chiedere latte artificiale e cure. Diverse donne muoiono durante il parto o dopo. Ci sono anche bambini che le mamme non possono allattare perché sieropositive. Oppure bambini ammalati, o che arrivano denutriti e che non si possono rimandare a casa, o bambini sieropsitivi.
All’inizio questi piccoli venivano messi nelle sale insieme ai neonati partoriti al centro. Ma essendo sempre più numerosi essi occupano tutti i posti, e non si trovano più letti per le mamme che vengono a partorire.
Così suor Etta ha sentito l'esigenza di costruire un piccolo centro per accogliere questi bambini, almeno per tre o quattro mesi. Al quarto mese il bambino può iniziare a prendere le pappe, e non solo più esclusivamente latte.
Il Centro è quasi ultimato. Una volta terminato ci saranno 16 posti letto per mamme, o sostitute, e bambini.
In questo Natale ricordiamo in modo particolare suor Etta che è dovuta rientrare d'urgenza per problemi di salute seri di suo padre.
PARCO LIBRI
Gli scolari delle elementari affittano i libri alla scuola per 200 frs all'anno, circa 0,35 euro. La suora insegnante dice che lo stock dei libri è tutto da rifare: quasi tutti sgualciti, tanti inservibili.
Non è opportuno dare i libri direttamente ai bambini perché non sanno tenerli e poi l'anno successivo la mamma, strappa le pagine per usarle ad avvolgere cibo o altra roba.
E' meglio che la scuola abbia i libri, li "affitti" ai ragazzi, così tutti possono avere i testi per studiare, e la scuola può utilizzare il ricavato per comprare materiale scolastico e didattico per i maestri. Poco alla volta vorrei rigenerare tutto il parco libri per le sei classi.
AUGURI
Come augurio natalizio offro questa frase di suor Emmanuelle recentemente scomparsa: un augurio programma per il Natale e tutta la vita.
“ Come Dio si è incarnato e ha condiviso una vita da uomo,
anch’io voglio vivere sulla mia pelle le gioie e i dolori degli uomini..
La vita è questo va e vieni di mani che si tendono, si stringono, si aggrappano;
Questo scambio di sguardi, di parole, di sorrisi, di chiamate, di energie
che creano tra gli uomini legami di una solidarietà incomparabile".
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - TOGO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Domenica scorsa, 30 novembre, abbiamo inaugurato la sezione C delle elementari, cioè la nuova scuola sita dietro la chiesa.
Ha fatto gli onori il Direttore Diocesano che ha presieduto la cerimonia.
Messa solenne con danze offertoriali e presentazione dei frutti della terra: due caschi di banane, un grappolo di noci di palma, arance. Dopo messa ci mettiamo sotto la tettoia, costruita nella piazza della chiesa, per le danze e le allocuzioni.
C’è il capo villaggio con i suoi notabili e tanti, tanti invitati. Gli scolari si sono raggruppati per gruppi etnici e ognuno ha presentato la sua danza.
Diversi discorsi. Il rappresentante dei genitori ha chiesto di diminuire un po' la tassa scolastica, visti i tempi difficili, e di rigenerare lo stok dei libri.
Vuol dire questo: agli scolari che non possono procurarseli la scuola affitta i libri durante l'anno scolastico, ma tanti sono sgualciti, o mancano di qualche pagina e alla fine dell'anno bisogna renderli.
Il direttore, quest'anno, ha invece aumentato la retta... per comperare un furgoncino e dare così una mano ai maestri nel trasporto delle loro masserizie quando cambiano scuola.
Ho detto due parole anch'io prendendo spunto dagli alberi che avevamo attorno.
Ho evocato le loro radici che fanno vivere l'albero e che vanno a prendere la linfa lontano lontano, senza radici l'albero non può vivere nè produrre frutti e abbiamo pensato a tutti i rivoletti che sono arrivati, da molto lontano, a Kolowaré per dar vita a questa scuola. Poi benedizione dell'edificio.
Il capo villaggio taglia il nastro: segue la visita alle aule. In una di queste è stato allestito un rinfresco con tortellini di fagioli per gli invitati.
Per le delegazioni c'erano anche alcuni cartoncini di vino spagnolo. Alla fine birra di miglio per tutti.
Il direttore mi ha chiesto informazioni sulla targhetta posta in un'aula.
E' lì per ricordare una giovane ragazza, Francesca, che avrebbe voluto essere insegnante per occuparsi dei bambini. Se ne è andata, prima che il suo desiderio si avverasse. Sarà sempre presente in mezzo a noi, in mezzo ai nostri bambini.
Abbiamo iniziato la costruzione di tre nuove abitazioni per tre famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case troppo vicine alle nuove medie-ginnasio.
Il villaggio fabbrica i mattoni, io ho contribuito con 5 tonnellate di cemento, lamiere e materiale per i tetti. I lavori sono cominciati.
Un caro saluto a tutti con un invito ad esplorare il nuovo sito della SMA.
Nella foto: Il nuovo edificio scolastico e alcuni momenti della cerimonia.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - TOGO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sono di nuovo a Kolowaré. Arrivato il 29 ottobre. Ecco come la comunità fa memoria dei suoi defunti.
Nella festa dei Santi, al termine della messa è deposto davanti all'altare un grosso bacile in argilla pieno di sabbia. Coloro che hanno avuto decessi durante l'anno si avvicinano con una candela: accesa dal cero pasquale è deposta nella ciotola con la sabbia. Per far memoria del defunto. Per non dimenticare. Il rituale continua poi fuori della chiesa.
Cantando ci si dirige al primo cimitero, sotto gli alberi di Tek, di fronte alla missione. Faccio una preghiera per i defunti accanto alla tomba di padre Fisher, deceduto nel 1950. Poi ognuno depone un cero acceso sulla tomba dei suoi cari. Ne vedo una rimessa a nuovo e ridipinta di bianco. Mi avvicino. La maestra Isabelle sussurra: "Qui è sepolta mia madre". Ci dirigiamo poi al nuovo cimitero ad un paio di kms dal villaggio. Dietro la chiesa c'è un sentiero che passa accanto alla nuova scuola, la sezione C delle elementari, aperta il 6 ottobre scorso. Sono le dieci e il sole ci accompagna. Ho un grosso cappello di paglia, la veste bianca, una stola violacea. Le erbe sono ancora alte. La stagione delle piogge è appena terminata, e la vegetazione è rigogliosa ovunque. Il sentiero si snoda attraverso i campi, ogni tanto passiamo accanto a qualche casolare. Vedo steli con fiori bianchi e frutti. E' l'oseille, mi dice Gaston, serve per fare intingoli. Ne strappa uno, lo apre e me lo mostra. Poco più lontano un campo di miglio con solchi ben curati e ripuliti, senza un filo d'erba. Si vedono i risultati. Steli con spighe che svettano gonfie di grani. Fra poco si trasformeranno in "solum", la birra di miglio.
Il nuovo cimitero è in piena campagna. Ripulito di fresco. Ci sono tre sezioni. Poco alla volta la gente arriva. La corale crea una clima di preghiera con canti funebri. Il catechista Mathieu mi ricorda di benedire abbondantemente tutto il cimitero e non solo una parte... come avevo fatto nell'altro. Facciamo insieme una preghiera corale cui tutti partecipano, e facciamo memoria delle nostre radici, per non dimenticare, per sentirsi in comunione, poi benedico, benedico... vivi e defunti.
Alla sera, dalla veranda della missione, si intravedono i ceri sulle tombe del vecchio cimitero. Inviano, nella notte, i loro flebili bagliori in mezzo agli alberi. E' la nostra preghiera che continua e che bussa alle soglie del cielo.
Un carissimo saluto a tutti.
Nella foto: la preghiera al vecchio cimitero, parte dei presenti, la nuova scuola elementare.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ABBANDONATO
E' arrivato a Kolowaré. Si era nascosto in foresta. Scappato da casa. Il papà lo ha tolto dalla scuola, per farlo lavorare nei campi.
Frequentava la prima elementare. Maltrattato e picchiato continuamente. Lo faceva lavorare e non gli dava da mangiare.
Non ce l'ha più fatta. Erano due fratelli. Anche il più grande è fuggito. A Sokodé, nel capoluogo vicino. Si arrabatta al mercato tirando carrettini. Si dà da fare per sopravvivere.
Mangkpaléohm è arrivato a piedi a Kolowaré, ammalato e denutrito, dopo aver vagato per una settimana, mangiando bacche, radici, insetti. La mamma ha lasciato il marito e si trova a Niamtougou, nel nord.
E' arrivato dalla nonna materna, Regina. Ora vive con lei e con la zia Paolina. Mi aveva colpito il nome che significa: "Sono io il cattivo, il malvagio". Porta con sè il suo destino e il suo nome. Già dalla nascita non era considerato, non voluto, rifiutato.
Un bambino dolce, dal volto triste, con tratti di paura. Veniva alla missione, con semplicità, senza un filo di arroganza, e con i suoi abiti stracciati, si metteva dietro la porta, suonava il campanello. Abbozzava un sorriso.
Silvana, la volontaria di Novara, lo ha preso in simpatia. Sono diventati amici. Gli ha dato qualche abito e qualcosa da mangiare. Abbiamo incontrato nonna e zia con alcuni anziani. Il ragazzo diceva di non voler più tornare a casa, voleva andare a scuola.
Ma c'era il problema del papà. Se il papà non veniva a cercarlo, se lo lasciava a Kolowaré dalla nonna, lo avremmo mandato a scuola. Intanto in agosto ha frequentato i corsi estivi. Alla fine veniva da Silvana ha mostrarle quello che aveva fatto.
Ieri, 13 settembre, nonna Regina e zia Paolina, vengono alla missione con Mangkpaléohm. Il papà non si è più fatto vivo.
Paolina aveva una figlia che frequentava la terza elementare. Il papà non le ha più pagato la retta scolastica. E' scappata in Nigeria. Sparita. Ora adotta il nipote Mangkpaléohm. Silvana gli offre uno zainetto. Gli pagheremo la retta scolastica e il materiale scolastico di cui ha bisogno. Prima della fine del mese rientro in Italia. Continuerò queste cronache al mio ritorno a Kolowaré, fine ottobre.
Un caro saluto a tutti.
P.S. Nello foto: ai lati Silvana, nonna Regina e zia Paolina con Malahom, al centro il bambino.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Domenica 20 luglio - Giovani vite che se ne vanno
Ieri sera alle 19 sento suonare l'agonia. Vado sotto la veranda ad attendere Pascal, il sagrestano. Dopo un po' sbuca nella notte e mi annuncia: è morto Jean Pierre Bakayelou.
Così oggi, dopo la messa parrocchiale, ci siamo di nuovo raccolti tutti in chiesa per accoglierlo per l'ultima volta.
Membro della corale Léon IX il giovane Jean Pierre Bakayelou di 15 anni, battezzato l'11 maggio. Domenica scorsa era in chiesa a cantare nella corale. Dopo messa va nei campi ed è morsicato da un serpente. Lo portano da un guaritore. Ma non riesce a fare nulla. Il mercoledì arrivano al dispensario. Il ragazzo non si muoveva e non parlava più. Era alla fine. Deposto su di una carrozzella, volto e corpo terreo.
Suor Amélie e gli in fermieri lo visitano. Aveva perso tanto sangue e non era possibile fargli il vaccino antiveleno senza una trasfusione. E' portato all'ospedale di Sokodé. Non c'è stato più nulla da fare.
Oggi Jean Perre era di nuovo qui in chiesa, con noi. Nella bara. La sua corale è andata a cercalo nella sua casa e portato per l'ultima volta in chiesa.
Gli altri hanno cantato e pregato per lui. All'omelia non riuscivo a parlare. Ma ho detto con forza e passione che queste cose non devono più succedere a Kolowaré, che siamo qui per aiutarci gli uni gli altri, che non si può lasciar morire un ragazzo in questo modo.
Si portano gli ammalati dai guaritori pensando di spendere meno, e poi alla fine si spende molto di più. Nessuna cura è gratuita, in nessun posto. Ma il nostro dispensario non ha mai mandato in prigione nessuno perché non ha pagato le medicine.
Alcuni giorni fa mi vengono a chiamare. Deceduto il figlio di 4 anni di Ida e Emmanuel che abitano non lontano sulla collina vicino alla nuova scuola media. Sono stato a trovarli, poi loro sono venuti alla missione. Abbiamo pregato iniseme. La comunità si è stretta attorno a loro.
E' il secondo bambino che perdono, quasi nelle identiche condizioni. Il bambino lancia un grido, apre le braccia, e muore. Hanno tre figli grandicelli, e uno di pochi mesi.
Scuole
L'anno scolastico è terminato. Buona la riuscita in ginnasio: 42 su 48 ammessi. Meno buona all'esame dell'ultimo anno nelle elementari: 42 su 73.
La nuova scuola, il gruppo C, è pronta per il nuovo anno scolastico. Terminati banchi, tavoli, sedie e armadi. Anche le toilettes sono agibili.
I muratori stanno termiando quelle per le medie ginnasio. E se riuscissimo a mandare tutti a scuola?
Quest'anno avevamo 628 bambini alle elementari.
Ma quanti non vanno: 100...200...Nel nuovo anno scolastico in prima media saranno una quarantina.
Acqua
In queste settimane abbiamo riattivato l'acquedotto del dispensario di Sabaringadè e Nigbaudé, due villaggi a pochi km da Kolowaré, e scavato un pozzo tradizionale in un quartiere poco lontano dalla missione.
Un mattino, alle 6:30, una trentina di persone arriva alla missione a ringraziare. Evidentemente con un pollo. Erano quelli del quartiere. Il quartiere dei narratori. Qualche giorno dopo sono i due capi villaggio che arrivano.
Sempre alle 6:30. Accompagnati in moto dall'infermiere Eloi. Anche loro per dire grazie di aver riattivato pozzo e acquedotto. E non mancava il pollo.
Oratorio
A Kolowaré abbiamo accolto suor Amélie, venuta dal Burkina. Una giovane infermiera della Costa d'Avorio, figlia spirituale di padre Francesco Arnolfo.
Simpatica, cordiale, disponibile, volto aperto e sorridente. Sostituisce al dispensario suor Etta in Italia per il Capitolo Provinciale.
Ho già avuto modo di ricevere le sue cure per una malaria subdola e improvvisa.
Al pomeriggio dà una mano a suor Fidèle per le attività estive nel loro oratorio: calcetti nelle sale, gioco del pallone nel cortile. Fra poco inizieranno i corsi estivi.
La missione è diventata una succursale dell'oratorio. Da quando è arrivata Silvana - una volontaria del Novara Center - la missione è invasa di bambini.
Ha distribuito palloni alle 4 squadre di giovani del villaggio, e ai dodici gruppi di bambini. Così tutti possono giocare.
Ma ci sono quelli che non giocano, e poi i piccoli. E qualche volta si divertano a suonare il campanello durante la siesta. E mi arrabbio!
Un paio di giorni fa a mezzogiorno, sento gridare: Ciao Silvana.
Urlo: Vai, vai vedere tu perché se vado io li mando via in malo modo.
Con il suo sorriso e manuetudine va. Dopo poco ritorna. Cosa voleva ancora grido io, a quest'ora, non si può neanche mangiare in pace!
Nulla dice, era un bambino tutto timido con in mano un mazzolino di fiori!
Li abbiamo posti nella cappellina. Per la mia conversione.
Un carissimo saluto a tutti e buone vacanze.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
In questi giorni ho letto qualcosa di molto bello. Ve lo trascrivo.
Un missionario ogni mattina alle 5.00 va in chiesa per pregare e meditare.
Non appena arriva, arriva anche un anziano catechista, che si siede in chiesa, in silenzio, per un' ora intera. Una volta il missionario gli chiede che cosa fa durante tutto quel tempo.
Il catechista spiega: «Percorro tutto il villaggio, capanna per capanna. Mi raffiguro le persone che ci abitano, penso a come stanno, di che cosa soffrono, di che cosa hanno bisogno e a che cosa anelano. E poi le benedico. Per farlo ho bisogno di un' ora intera».
Quell' anziano ha il senso di che cosa significa benedizione. E ha reso feconda la sua vecchiaia. Non può più fare molto. Ma benedice la gente del suo villaggio. Per tutto il villaggio è una benedizione.
Ecco in questa Pasqua desidero entrare anch'io nelle vostre case, visualizzando ogni volto amico e ripetendo per ciascuno i gesti del vecchio catechista. «Diventerai una benedizione», dice Dio ad Abramo.
È la promessa più bella che possa essere fatta a una persona: essere una benedizione per gli altri, diventare sorgente di benedizione per gli altri.
Essere "benedizione" per la mia famiglia, comunità, posto di lavoro, parrocchia, significa diffondere un'influenza positiva, effondere speranza, sprigionare qualcosa che fa bene, proporre nuove idee per far vivere meglio gli altri. Per essere benedizione non dobbiamo compiere imprese speciali, basta essere interamente noi stessi e credere che la vita ha sempre il sopravvento ed è sempre più forte della morte.
In questa Pasqua il Signore viene verso di noi, ci prende per mano, ci benedice, per rigenerare la nostra vita, là dove ci sentiamo falliti, dove soffriamo per le nostre debolezze, quando siamo circondati da oscurità, siamo stanchi della lotta e preferiremmo darci per vinti.
Penso spesso alla piccola Bernadette di Lourdes: come Abramo è diventata una benedizione per milioni di persone. E non ha fatto nulla di particolare. Ha aperto la sua vita a Dio e si è lasciata condurre.
Ma ho davanti a me anche tutti voi che siete una benedizione per tanti qui a Kolowaré. Iera sera, Giovedì Santo, in compagnia dei "poveri della terra inghiottiti dalla storia" nell'adorazione della notte, sono entrato nelle vostre case e ho rifatto per cascuno i gesti del vecchio catechista.
P.S. Nella foto un esempio dei "poveri della terra". E' stato costruito il nuvo edificio per le medie. E quelli che abitano accanto devono andarsene, e perderetutto: abitazioni e colture, ad eempio le capanne della foto. Cerco di essere loro vicino e dare loro una mano.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Domenica scorsa, 27 gennaio, abbiamo avuto la nostra festa annuale. Ecco qualche tratto. Alcuni hanno già ricevuto il testo. Questo è più ridotto e completo. Nella foto: al centro alcuni ammalati con la nuova divisa, a destra i doni dell'ATAL, a sinistra le vacche macellate.
Quest'anno la nostra festa ha avuto gli onori della televisione togolese.
Arrivati giovedì 24 hanno iniziato le loro riprese con i ragazzi delle scuole.
Venerdì 25 gennaio, alle 15, distribuzione di viveri, indumenti, coperte, sapone agli ammalati nel cortile delle suore. Un centinaio di ammalati e familiari con le loro bacinelle, seduti in attesa di essere chiamati. La televisione era lì a filmare. Sabato una serie di tornei calcistici ha vivacizzato la mattinata.
Domenica mattino alle 7 :30 faccio un giro davanti alla chiesa. Il capo villaggio è già arrivato. In gran completo, avvolto in una prestigiosa toga kotokoli. Arriveranno poi alcuni notabili e l'Iman. Poco lontano due buoi legati a due alberi. Un dono dell'ATAL agli ammalati. Altri doni arrivano e sono scaricati da un camioncino : sacchi di riso, mais, scatoloni di sapone, concentrato di pomodoro, bidoni di olio, 100 litri di petrolio, e una decina di stampelle. Il tutto deposto davanti agli invitati.
Poco alla volta Massadou, l'autista delle suore, scarica gli ammalati.
Alcuni sono trasportati a braccia. Quest'anno la festa ha un tocco di grazia e eleganza. Suor Etta ha avuto un colpo di genio : ha offerto a tutti gli ammalati due pezze di stoffa per un abito nuovo. Ogni ammalato arriva con il suo vestito nuovo. L'ho preso anch'io. Avevo la stessa uniforme degli ammalati.
Maury, un amico taxista di Kolowaré, che ha dovuto lasciare l'auto per una moto, mi mostra un vecchio senza una gamba, seduto sotto la tettoia di frasche : « Quello è mio papà, è lui che mi ha messo al mondo, avrebbe bisogno di una carrozzella ». E' il vecchio Dermann, non ha mai voluto la protesi e, per muoversi, si trascina per terra.
La piazza si anima, poco alla volta la gente arriva. Gli ammalati sono sistemati da un lato sotto la tettoia di foglie di palma, la corale e l'orchestra dei tamburi dall'altro, la gente tutt'attorno. Gli invitati, le autorità civili, sanitarie e religiose, prendono posto davanti alla chiesa. Con loro c'erano le suore NDA di Sokodé, venute a far festa con noi. E' presente anche l'équipe della televisione togolese.
Alle 8 :30 inizia la cerimonia. L'infermiere Kassem dà il benvenuto agli ospiti e spiega lo svolgimento della festa. Seguono le diverse allocuzioni.
Inizia Olivier, il responsabile del laboratorio delle analisi del dispensario, ricordando che uno degli scopi della festa è di aiutare gli ammalati e soprattutto i non ammalati, a liberarsi da tutte le paure, a rendersi conto che la lebbra è una malattia come le altre, che gli ammalati possono guarire e diventare persone normali, avere una vita familiare e sociale. E Kolowaré ne è un esempio e un segno tangibile.
E' stato poi ricordato come la lebbra, pur essendo ormai una malattia facile da curare e guarire, continua ad essere presente : 3 nuovi casi nel 2004, 6 nel 2005, e ben 14 nel 2007, di cui 4 con mutilazioni.
Alla fine dei discorsi le autorità si sono avvicinate al deposito dei doni e il rappresentate dell'ATAL (Associazione Togolese Aiuto Lebbrosi) li ha offerti al dispensario e agli ammalati depondendo simbolicamente nelle mani di suor Etta un bidone di olio.
Verso le 10 in chiesa per la messa. Gli ammalati davanti, con la loro uniforme, in prima fila, accanto alle autorità. Padre Urbain ha presieduto la messa e io ho detto due parole all'omelia sottolineando il gesto coraggioso degli apostoli che hanno seguito Gesù, e il gesto coraggioso degli ammalati che nel 1935 hanno lasciato le loro capanne per riunirsi a Kolowaré senza consocere bene ciò a cui andavano incontro.
Alla fine della messa ci siamo uniti alla preghiera dei Musulmani fatta in fondo alla chiesa.
Poi la delegazione ha visitato il dispensario e gli annessi. Intanto le due vacche erano macellate nel cortile della scuola. A terra su alcune stuoie circa 150 mucchietti di carne. Ogni ammalato ha avuto diritto alla sua porzione. Il resto condiviso con coloro che hanno preparato la festa. Un rappresentante dell'ATAL seguiva l'operazione. Si avvicina e mi dice : « C'è una porzione di carne anche per lei, l'ho consegnata al cuciniere delle suore ».
Alle 12 :30, nel salone parrocchiale, pranzo per la delegazione e invitati.
Un caro saluto.
Silvano Galli - B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Tutta colpa della gallina!
13 gennaio
Sono a Welou, un villaggio a pochi km da Kolowaré, con il catechista Mathieu et il maestro Joseph. C’è una piccola comunità kabiè dinamica. Dopo messa passiamo a salutare il vecchio Kpacha, investito da un auto. Non è cristiano, ma ha offerto il terreno davanti a casa sua per la costruzione della cappella. Ha quattro figlie, di cui due cristiane e tre figli. Con lui c'è il maggiore. Gli altri sono in Nigeria. Ci fermiamo nel cortile a salutare tre donne. Due hanno accanto dei bambini. Una terza un bimbo in braccio che allatta. Cerco di fare qualche foto. I bambini scappano urlando. Mentre un grosso albero di avocado carico di frutti è lì e si lascia fotografare. Attorno tre abitazioni rettangolari in terra rossa. Al centro alcuni focolari con pentole. In un lato una tettoia. Una delle donne ci accompagna. Entriamo nella casetta che ci sta di fronte. Il vecchio, dolorante, è disteso su una stuoia. Non parla francese. I Kotokoli hanno un repertorio di benedizioni. Gliene ne offro alcune : Isoo fa nya doni, Isoo isina, Isoo fa nya fèèzè: che Dio ti doni forza, ti accomagni e ti accordi la pace. Capisce, sorride, ringrazia, e dice : « Se ho il cuore bianco che Dio mi prenda con il mio cuore bianco, se è nero che mi prenda con il mio cuore nero ». Poco lontano, sotto l’unica finestrella, una gallina attaccata, con la sua zampa, ad un picchetto. Forse la sua medicina… o attesa di un brodo ? Con il catechista e i familiari preghiamo chiedendo forza e guarigione per l’ammalato e perché… che il suo cuore diventi completamente bianco.
20 gennaio Dopo messa andiamo ancora a visitare il vecchio ammalato. Non mi ero accorto : ha la gamba rotta e stanno curandolo con metodi tradizionali. La gamba è fasciata con asticelle di legno. C’è sempre la solita gallina nella sua camera accanto ad alcuni fasci di legna. Mi spiegano. Lo hanno portato dal guaritore che ha indicato il rituale : spezzare la zampa ad una gallina, e avvolgere di asticelle la frattura dell’ammalato. Quando la zampa della gallina sarà saldata, anche lui guarirà. Chiedo di fare una foto, ma non risponde. Capisco che non lo desidera. Non insisto.
13 febbraio Passiamo a salutare di nuovo il vecchio ammalato. Mi aveva mandato a chiamare. Accettava di fare la foto. Forse per ringraziarmi perché non avevo mai cercato di « convertirlo ». Ma stavolta non ho la macchina fotografica. Sono le 11. Il sole picchia sulle lamiere. All’interno sembra di essere in un forno. Nella cameretta le galline sono due. Prima ne avevo visto solo una. La seconda, accovaccaita, forse sta covando. Scopre la gamba, sempre ricoperta di assicelle. Mi pare stia marcendo. Avrebbero dovuto amputarla, ma lui non ha voluto. Certamente soffre molto. Preghiamo un momento insieme. Alcuni giorni fa gli avevo fatto avere qualche soldo.
20 febbraio Verso le 18 vedo arrivare Bienvenue, il catechista di Welu. Mi annuncia la morte del vecchio. Gli dò qualcosa per partecipare ai funerali. Il giorno dopo passo per le condoglianze. Ci sono ancora familiari e amici nel grande cortile adiacente all’abitazione. Ringraziano della partecipazione. Sepolto nel cortile, accanto alla casa. Il vecchio è passato nel mondo degli antenati. La prossimità assicura la sua presenza benefica e protettrice sulla famiglia. Chiedo di fare un foto alla tomba. Mi dicono di attendere, vogliono sistemarla meglio.
Epilogo
E la gallina? Il « féticheur » è venuto a ricuperare la gallina che non è stata in grado di guarire l'ammalato. Se il paziente fosse guarito gliela avrebbero cucinata per festeggiare la guarigione. Versione di Bienvenue, il catechista kabyie. « No, no, la gallina è sotterrata con l'ammalato, poiché non è stata capace di assolvere il suo compito », dice Jacob un altro kabyie.
P.S. Nella foto: al centro l'albero di avocado, ai lati i bambini che scappavano ricuperati dalle madri. Nella prima foto a sinistra si vede la porta della cameretta dell'ammalato.
Saluti cordiali a tutti.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cari amici,
sono ritornato a Kolowaré. Da circa un mese. Due parole per far crescere la nostra amicizia e per parteciparvi qualche tratto di vita delle nostre comunità. Auguri per un Natale di luce e di speranza.
Kolowaré - Natale 2007
Erano partiti alle 9 :30 da Saziré. Attraverso un sentierino in mezzo al bosco arrivano a Kolowaré alle 13 :30. Vanno da suor Etta per un invito :
domenica prossima, 18 dicembre, alle 9, nel loro villaggio ci saranno battesimi e matrimoni. Suor Etta va spesso da loro per le vaccinazioni ed è conosciuta da tutti. Parteciperà con una delegazione di Kolowaré. Sarà presente padre Donald, il nuovo parroco della parrocchia di Kulundé, da cui il villaggio dipende. Io rimarrò con la comunità di Kolowaré.
« Ma sapete che tutti i giorni pregano per il padre di Kolowaré nella moschea ? » dice Séraphin, direttore delle scuole elementari di Nigbaudé, un villaggio vicino ad Atchibodo, dove abbiamo costruito una scuola elementare. Séraphin è anche presidente della Legione di Maria e racconta al suo gruppo quello che dicono i musulmani quando pregano alla Moschea. Il villaggio è a maggioranza musulmano. Nella loro preghiera ringraziano per la scuola. Da quest'anno hanno un nuovo direttore inviato dalla direzione di Sokodé. Un esempio di collaborazione fra musulmani e cattolici.
Anche qui a Atchibodo sta nascendo una comunità cristiana. C'è un gruppo di giovani adulti, dinamici e impegnati, che lavorano insieme, cristiani e musulmani. Sono loro che hanno coltivato alcuni ettari di mais e poi dato quattro sacchi per ettaro agli ammalati di lebbra di Kolowaré. Li accompagno dal 2004. Il primo battesimo, di un neonato, è stato celebrato a Pasqua, tre anni fa. Ora è il momento di alcuni giovani e adulti : battesimi e matrimoni. Li ha preparati il catechista Mathieu. Saremo in festa il 26 dicembre. Con la corale di Kolowaré e tanti amici. Una nascita si festeggia.Vogliamo solenizzare l'evento.
Ecco dei piccoli segni del lavoro di Dio. E noi siamo qui testimoni di un popolo in cammino, camminiamo con loro, la mano nella mano.
P.S.Nella foto un bambino appena nato, biancastro, mentre il secondo ha il colore nero, naturale. Una nota per capire la foto.
Secondo le tradizioni tem, ogni neonato è un antenato che ritorna, e alcuni neonati sono degli antenati che vengono a vedere se possono rimanere sulla terra. Durante questo periodo il neonato è designato con due nomi: kidaade o afolum.
Kidaade significa "il senza nome". Il termine /ki/ designa ciò che non è umano. L'impiego del pronome non umano significa che l'essere in osservazione non ha ancora dato prova della sua umanità, della sua disponibilità a vivere tra gli umani. Per questo motivo un kidaade che muore prima del settimo giorno, senza battesimo, non ha il diritto di essere pianto nemmeno da sua madre.
Il bimbo può essere chiamato anche afolum. La vocale /a/ è un prefisso che serve ad indicare qualificativi propri agli umani. Ciò vuol dire che il neonato è accettato tra gli umani, anche se non è considerato ancora completamnte come gli altri a causa del suo colore. Infatti il neonato nero nasce biancastro e la radice /folum/ qualifica questo colore. Afolum significa "il bianco", cioè colui che non ha ancora il colore umano naturale, il nero. Nell'attesa del colore nero, nel giro di una settimana circa, il neonato è alle frontiere dell'umano fino al settimo giorno quando, con la cerimonia del battesimo gli si impone il nome.
Silvano Galli - B.P. 36 SOKODE - (TOGO)
Dopo aver dato l'avvio ad un vero e proprio CENTRO ASCOLTO a Palermo, rivolto verso le Missioni in Africa a sostegno delle occorrenze logistiche e sanitarie, giungono le prime notizie da un mondo lontano da noi. E' di oggi la notizia pervenutaci attraverso le comunicazioni radio, che una missione nella REPUBBLICA CENTROAFRICANA sita nella zona a nord di NGAOUNDAIE è stata coinvolta suo malgrado negli scontri armati tra ribelli e truppe regolari. I missionari in mattinata hanno riferito di una situazione a carico delle popolazioni civili al limite del collasso, alle quali sono state bruciate le capanne e si trovano ora allo sbando dentro la foresta, unica zona di fuga dalla scena degli scontri. Suor Devota, Padre Cirillo e Padre Giancarlo nella trasmissione di stamani, hanno rappresentato l'estrema pericolosità della situazione, che mette a rischio anche la vita stessa dei volontari cristiani e laici, costretti ad allontanarsi dalle strutture missionarie per assistere i malati e bisognosi (tra cui donne incinte e bambini) all'interno della foresta equatoriale. La situazione è resa ancora più terribile dalle attuali condizioni meteo rese avverse dalle piogge torrenziali.
Enzo Bisconti IT9UMH 04 Giugno 2007
Continuano ad arrivare brutte notizie dal Centro Africa, notizie che riferiscono di aggressioni armate e vittime tra la popolazione inerme. Come è noto i collegamenti radio sono attivi grazie all'opera volontaria e meritoria di alcuni radioamatori che a Palermo hanno dato vita ad un vero e proprio centro di ascolto spontaneo. Frattanto ricevo e pubblico una email che arriva direttamente dalla missione del Kolowarè in Togo. A scriverci con parole che si commentano da sole, è Padre Silvano 5V7SGA
![]()
"Caro Enzo, grazie della tua mail e del tuo ricordo. Ogni tanto sento padre Tonino in Ciad e qualche altro padre e suore in Centrafrica e in Cameroun. Seguo con apprensione gli eventi nei paesi vicini. Li abbiamo vissuti anche noi lo scorso anno con un conteggio di morti e di tanta gente fuggita in esilio nei paesi vicini. Fra poco, in agosto, avremo di nuovo le elezioni per i deputati. Speriamo non succeda il disastro che è successo lo scorso anno per le elezioni presidenziali. I vescovi hanno già scritto una lettera mettendo tutti in guardia contro possibili derive: sono sempre i poveri e i piccoli che soffrono. Ci teniamo in contatto. Tanti cari saluti a te e tutti gli amici. Silvano 5V7SGA"
Enzo Bisconti IT9UMH 14 Giugno 2007
Festa del Volontariato 2007: Per i Radioamatori è tempo di bilancio
Al termine della lunga kermesse al Giardino Inglese dove, fino all’ultimo momento non potevamo dare per scontata la nostra partecipazione a causa di un duplice impedimento fisico che aveva messo fuori combattimento sia il Presidente della Sezione E.R.A. di Palermo Armando IW9ETQ, che il sottoscritto quale organizzatore delle attività (emergenza rientrata venerdì sera, cosa che mi ha consentito di essere presente alla manifestazione per i due giorni successivi), possiamo dirci davvero soddisfatti per quanto abbiamo posto in essere e realizzato.
Sono state svolte tantissime attività, e questo mio scritto conterrà molteplici ringraziamenti per tutti coloro che si sono attivati fattivamente, ognuno per la propria disponibilità di tempo e dedizione, affinchè quanto ci eravamo prefissi potesse giungere a buon fine.
Come è noto quest’anno la nostra Associazione ha desiderato estendere la propria attività a favore delle MISSIONI in AFRICA, dando ai missionari radioamatori la possibilità di aprire una finestra e di far sentire la propria voce ai visitatori della FESTA. Lo scopo era di far nascere in chi ascoltava una presa di coscienza sulle attività dei missionari e sulle molteplici difficoltà che quotidianamente sono costretti ad affrontare e risolvere.
Il contatto preliminare via email con le varie Associazioni in Italia mi ha consentito di conoscere, tra gli altri, le realtà già esistente e operante di ANTENNA AMICA ed apprezzare colleghi radioamatori come FRANCO I1GDH Presidente della Sez. ARI di Rapallo il quale, lodando lo spirito dell’iniziativa, mi ha messo in contatto con ANDREA I1YNW (un vero e proprio maestro di vita che alla “giovanissima” età di 86 anni opera ancora come missionario in Madagascar).
Altri contatti via email, mi hanno consentito di conoscere le frequenze di lavoro ed ascolto delle varie missioni sparse nel continente africano e per tramite del mio collega LUIGI IT9LSB (insostituibile la sua presenza alla radio) abbiamo stabilito una serie di incontri radiofonici in modo da concordare frequenze e orari di collegamento, in funzione delle esigenze dei missionari e delle attività in corso alla FESTA del VOLONTARIATO.
Varie e molteplici le attività presso ogni STAND – presenti le più significative rappresentanze delle organizzazioni di Volontari operanti a Palermo - con grande coinvolgimento dei ragazzi del Progetto SCUOLA e VOLONTARIATO gestito e portato avanti da Giovanna Mastrogiovanni e Rosaria Iannibelli del CE.S.VO.P.
Ma il nostro obiettivo era rendere possibile l’ascolto della voce dei radioamatori ai presenti, e sentire ciò che avevano da dire alla gente, in pochi minuti di collegamento quando la propagazione ci dava una mano, ed in questo Luigi IT9LSB è stato davvero “grande”.
Contattare un radioamatore missionario, ascoltarne la voce, sentire il flebile segnale che arriva da una zona remotissima del nostro pianeta, ha emozionato le tante persone e visitatori presenti allo STAND.
Lo spazio espositivo e operativo (graziosamente condiviso con gli amici della Polizia Costiera Ausiliaria di Palermo) è stato organizzato in maniera tale che fossero presenti ed operative simultaneamente almeno tre stazioni radio in HF e una sulle VHF per i collegamenti in locale.
Come antenne sono state installate un dipolo WINDOM e due verticali autocostruite a canna da pesca, mentre LUIGI IT9LSB faceva da “torre” con la sua stazione che è stata strategicamente importantissima.
Potrei scrivere per ore e ore descrivendo tutti gli avvenimenti che si sono succeduti e che hanno consentito ai radioamatori presenti di vivere una emozione lunga due giorni, dove i collegamenti in HF – in assenza di propagazione - hanno lasciato spazio ai collegamenti in Fonia in VHF e (incredibile ma vero) in CW grazie alla sapiente maestria di un collega radioamatore che non a torto si può definire tra i pochi “mostri sacri” del CW oggi presenti in Sicilia: Giovanni IT9MNW. La sua stazione allestita in pochi minuti ha collezionato decine e decine di QSO con stazioni CW sparse per tutto il mondo, ed ha continuato imperterrito fino alle 01.30 della notte tra sabato e domenica.
A tutti coloro che hanno contattato via radio la nostra stazione verrà recapitata la QSL appositamente studiata e realizzata graficamente dal sempre prezioso e disponibile Eugenio IW9HRH assente per impegni familiari.
Contatti e QSO con le Missioni del MOZAMBICO, del CAMEROUN, del CIAD, del TOGO, con Padre Marco TJ5PG, Padre Silvano 5V7SGA, Padre Bernardo C91AH, e altri padri missionari hanno coronato il successo di “Missioni ……… possibili” (è questo il nome che avevo dato all’operazione) che alcuni dei radioamatori presenti a Palermo - tra cui della Sezione E.R.A. - hanno voluto affrontare e portare a termine. E’ giusto adesso ricordare chi ha reso possibile tutto questo, partecipando con entusiasmo e spirito di sacrificio e di iniziativa veramente encomiabili:
Logistica e trasporti:
Giovanni IT9COF coadiuvato dai ragazzi della Polizia Costiera Ausiliaria di Palermo;
Allestimento Stazioni Radio, operatività radio e Presidio h24 allo STAND:
Luigi IT9LSB – Giovanni IT9MNW - Michele IW9BGV – Maurizio IW9HMD – Marcello IT9XZW – Guido IW9DXW – Giovanni IW9BII – Gioacchino IW9DQW - Massimo Giuseppe IT9DDI – Saverio IW9GDP - Ugo IT9AVS (al quale va un mio personalissimo ringraziamento per avermi fisicamente assistito per tutta la durata della manifestazione);
Cartellonistica e Composizione Grafica:
Moreno Fragapane – Alberto Bisconti – Tabata Fragapane – Franca Paraula – Celestina Cocco – Salvo Fragapane;
Realizzazione della QSL: Eugenio IW9HRH;
Hanno contribuito i corsisti: Giuseppe C. - Baldo V. – Salvatore V. – Rosario N. – Enza S. (questi ultimi dell’Associazione Giubbe d'Italia di Cefalù – PA);
L’organizzazione è stata gestita dal sottoscritto, e per i risultati conseguiti saranno gli altri a dover esprimere un (mi auguro benevolo) giudizio.
Una ultima considerazione prima di chiudere, che vuole essere anche un messaggio verso chi legge: I radioamatori presenti allo STAND e che si sono alternati alle apparecchiature radio appartengono a diversi sodalizi come A.R.I. ed E.R.A. altri invece, sono liberi radioamatori (come amano definirsi).
Alcuni dei colleghi consoci intervenuti, sono stati presenti, chi perché chiamato dal “dovere associativo” chi perché “c’era la festa e non si poteva mancare”.
La maggior parte degli intervenuti però, tutti operativi e indistintamente appartenenti a diversi sodalizi radiantistici, hanno tenuto a precisare che la loro presenza è stata motivata esclusivamente dalla “causa” che ci siamo prefissi di aiutare, cioè i Missionari e le missioni in Africa.
Inoltre, hanno espresso il comune desiderio che questo patrimonio di esperienza che abbiamo raccolto attraverso le “Missioni …… possibili” non dovrà andare disperso, ma deve rappresentare l’inizio di tante altre iniziative dove il RADIOAMATORE si porrà sempre come anello di congiunzione tra la voce delle Missioni e le Organizzazioni Umanitarie e dei Volontari operanti in loco.
Da parte mia, esprimo tutto l’impegno che rivolgerò in tal senso, anche per non disperdere il prezioso patrimonio costituito dalle risorse umane che si sono volontariamente coagulate attorno a questo progetto umanitario.
Invito tutti a contattarmi via email per suggerimenti o miglioramenti per le prossime attività che andremo a realizzare, e chiudo esprimendo un sentito e grandissimo “GRAZIE“ a tutti.I Radioamatori dell’E.R.A.
e le Missioni .... possibili.Divenire radioamatore è una cosa alla portata di tutti, basta frequentare un breve corso, studiare un programma ministeriale, superare un esame a test ed infine richiedere un nominativo al Ministero competente. Al conseguimento della Patente e del Nominativo si pasa all’acquisto di uno o più apparati radio, si montano (finalmente) le antenne e, dopo aver fatto un pò di ascolto, ci si cimenta nei collegamenti a breve o lunga distanza. Detta così è una cosa facilissima, ma come tutte le cose che si pongono in essere, tutto ciò deve avere un senso.
Tutti noi radioamatori, che non amiamo trincerarci dietro l’apparato radio e vivere il radiantismo delle sole effimere emozioni che pervadono quando un corrispondente riceve il nostro segnale da una nazione lontana, ci siamo ritrovati ed identificati nello “spirito” della nostra Associazione.
Insieme abbiamo sentito di dare un senso di utilità sociale alle nostre attività radiantistiche, rivolte verso chi (come noi) condivide la radio e nello stesso momento opera in territori lontani, impegnandosi quotidianamente nel perseguire un nobile obiettivo, ossia aiutare gli altri a vivere, a crescere ed a migliorarsi.
Questi sono i MISSIONARI, non importa che siano laici o cristiani, UOMINI e DONNE che vivono nelle MISSIONI sparse in tutto il mondo, e che il più delle volte sono anch’essi RADIOAMATORI. In un momento storico ed in una società come quella nella quale attualmente viviamo, fatta di IPERCOMUNICAZIONE, VIDEOFONINO, INTERNET, SMS, MMS, CHAT, CELLULARI dalle FUNZIONI ESASPERATE, SITI WEB, YOU TUBE, FILE CONDIVISI e tanto altro che accorcia “virtualmente” le distanze tra gli individui, ci sono ancora zone ampie del nostro pianeta dove il semplice concetto di “DISPORRE DELL’ENERGIA ELETTRICA” è un lusso solo per pochi privilegiati.
Sia chiaro, AVERE L’ENERGIA ELETTRICA non è un privilegio legato a chi dispone più danaro rispetto a chi non ne ha, bensì all’indisponibilità sul territorio di questa risorsa, per insormontabili problemi legati alla produzione e alla distribuzione verso tutta la popolazione di un paese, dove i concetti come centrale elettrica – depuratore – acqua potabile – ospedale - scuola sono avveniristici o fantascientifici.
Va da sè che in mancanza della risorsa principale l’uso delle risorse tecniche presenti sul territorio si blocca, o per meglio dire, le rende inutilizzate e inutilizzabili, per mancanza assoluta di energia elettrica. Ed ecco che (ad esempio) una vasta zona come l’AFRICA CENTRALE, vive di arretratezza anche in funzione della mancanza di risorse elettriche disponibili da distribuire verso tutta la popolazione.
Direte voi: “Si, daccordo, ma tutto questo discorso che c’entra con l’attività dei radioamatori??”
C’entra eccome, perchè da un villaggio all’altro, da una città all’altra, da una zona desolata verso il più vicino centro abitato, in una situazione di assoluta mancanza di tutti i servizi di telecomunicazione così come noi li conosciamo (prima tra tutti la telefonia) l’unico mezzo di comunicazione (sia per comunicare dati e informazioni o in caso di emergenza per chiedere aiuto) che permette di superare per chilometri e chilometri ostacoli orografici, barriere naturali o artificiali e frontiere è la RADIO in mano ad un MISSIONARIO RADIOAMATORE.
Quest’anno abbiamo aperto i nostri canali di ascolto e abbiamo letteralmente puntato le nostre antenne verso alcune missioni presenti in Africa. Con le stesse radio siamo stati in grado di ricevere anche immagini, complice qualche collegamento via satellite, di una realtà lontanissima dal nostro standard civile.
Ma è la voce dei missionari italiani che quotidianamente attivano i canali radio per comunicare con la sede in Italia, a destare la nostra più grande emozione.
Capita così di stare in ascolto con la propria stazione radio e di ricevere un messaggio che è una richiesta di aiuto; si sta lì a dare delle indicazioni tecniche, effettuare collegamenti con strutture mediche o sanitarie per ottenere risultati tali da riuscire a lenire una sofferenza o ancor meglio salvare una vita, ben consapevole che tutto quello che si fa produce risultati a migliaia di chilometri di distanza.
La nostra Associazione quest’anno si è prefissa di allargare il campo di intervento della propria opera di VOLONTARIATO specializzato in TELECOMUNICAZIONI.
Fino ad oggi la nostra opera si è svolta prevalentemente a supporto delle esigenze di RADIO EMERGENZA a supporto della PROTEZIONE CIVILE in Italia, in occasione di esercitazioni o in caso di calamità naturali o per mano dell’uomo.
A fianco di queste attività abbiamo introdotto anche l’ascolto ed il collegamento radio delle varie MISSIONI sparse in tutto il mondo, dando inizio da quelle presenti nel territorio africano.
ABBIAMO RACCOLTO E RACCOGLIEREMO, dati, informazioni, richieste di aiuto medico/sanitario oppure consulenza tecnica necessaria (per esempio) per la riparazione di un mezzo guasto o di un motore fuori uso. Non escludiamo il coordinamento in rete con le altre Associazioni di VOLONTARIATO presenti a PALERMO per organizzare la raccolta di fondi finalizzata all’acquisto di farmaci o materiale sanitario da inviare alle missioni che ce ne faranno richiesta.
Ci impegneremo a stendere una rete di ascolto, anche OPERANDO A FIANCO di altre Associazioni Radiantistiche che già operano in tal senso in altre parti di Italia (ANTENNA AMICA), per convogliare le informazioni, tra chi HA DOMANDE DA FARE e chi HA RISPOSTE DA DARE, mettendo a disposizione il nostro tempo, le nostre apparecchiature e la nostra voglia di fare VOLONTARIATO attraverso la RADIO.
Questo è il nostro progetto e queste sono le nostre risorse tecniche ed umane che facciamo scendere in campo. Tutto ciò può apparire poco, ma l’entusiamo con il quale da più parti è stata accolta questa iniziativa, ci permetterà di andare avanti e perseguire i fini che ci siamo prefissi. Di sicuro, rispetto a chi non possiede una batteria decente per fare andare una radio almeno per un’ora al giorno, o rispetto a chi ha un gruppo elettrogeno fuori uso per la mancanza di carburante, oppure un pannello solare guasto per mancanza di un pezzo di ricambio, abbiamo quello che basta per organizzare (se non addirittura per fornire) un aiuto, a chi dona aiuto ogni giorno. Se vuoi essere dei nostri, se vuoi sapere come fare a divenire un RADIOAMATORE VOLONTARIO di Protezione Civile, se vuoi partecipare al nostro progetto, se pensi che questa sia una “MISSIONE .... POSSIBILE”, contattaci e saremo felici di averti al nostro fianco.
Enzo Bisconti IT9UMH 21 Maggio 2007
<-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><->
LE ATTIVITA’ ED I COLLEGAMENTI RADIO
DEI MISSIONARI RADIOAMATORI
IN AFRICA ED IN MADAGASCARI Missionari che operano in AFRICA ed in MADAGASCAR usano collegarsi GIORNALMENTE con le sedi delle Organizzazioni che dall’Italia gestiscono il flusso dei dati e le richieste di materiale logistico sanitario e farmaceutico. Attraverso questi collegamenti le Organizzazioni monitorizzano la situazione il loco, e possono redigere un vero e proprio “bollettino” aggiornato. Le comunicazioni radio avvengono in frequenze HF, solitamente in 20 metri, frequenza questa che permette di collegare grandi distanze durante il giorno, purchè siano presenti almeno DUE condizioni favorevoli:
a) La propagazione delle onde elettromagnetiche sia favorevole;
b) La RADIO sia funzionante e regolarmente alimentata da una fonte di energia elettrica (batteria oppure alimentazione a rete);
Sul modificare positivamente la propagazione nulla può la mano dell’uomo, infatti il segnale radio si propaga nell’etere grazie anche alle condizioni eletromagnetiche che possono essere favorite o rese assolutamente impossibili, ad esempio, dalle tempeste solari.
Discorso diverso vale invece sulle “condizioni di lavoro” della stazione radio, infatti sta al radioamatore mantenere attivo e funzionante il proprio apparecchio avendo cura di non sottoporlo a stress elettronici o urti fisici di particolare gravità.
Garantita quindi la vita fisica della radio, i missionari si imbattono spesso nell’impossibilità a trasmettere per mancanza di energia elettrica.
Anche a voler approntare una stazione a PANNELLI SOLARI sovente gli stessi pannelli subiscono le ingiurie del tempo, oppure il sistema elettronico di controllo va in “crash” per mille motivi, primo tra tutti lo stress da caldo ed eccessivo sole, se non sono pannelli adeguati e studiati per il clima dell’Africa Equatoriale.
Ne consegue che, in questi casi, le batterie collegate a disposizione non riescono a far fronte alle esigenze di erogazione di corrente e la radio non va. Un esempio di questa precarietà di approvigionamento di energia e dalla conseguente impossibilità, tra l’altro, ad effettuare collegamenti radio con l’Italia, oggi viene vissuta dalla MISSIONE in TOGO nella regione del KOLOWARE che attualmente è affidata a Padre Silvano, amico e radioamatore.
L’elettricità nel villaggio manca a volte per giorni interi, e tutte le attività che sono legate a questa fonte di energia sono sospese fino a quando questa viene ripristinata.
Padre Silvano però non si arrende e ci ha detto che “così come si è fatto fino ad oggi si continuerà a fare”, preferendo stornare i pochi fondi a disposizione a favore degli acquisti per i bambini del villaggio, e per la costruenda SCUOLA che garantisce ad almeno 600 bimbi un punto di aggregazione e di crescita culturale.
Confesso che la prima volta che sono riuscito ad ascoltare flebilmente la voce di Padre Silvano, collega radioamatore con il nominativo 5V7SGA, mi sono emozionato anche perchè attraverso i canali informatici di GOOGLE e le indicazioni geografiche fornitemi via radio, ero riuscito ad identificare il suo villaggio (un ex lebbrosario oggi abitato dai figli di chi ha subito la devastazione fisica che provoca questa malattia) come un puntino su una mappa in mezzo alla foresta equatoriale del TOGO.
Silvano, insiste a declinare gentilmente ogni offerta di aiuto da parte nostra, per potenziare la sua stazione radio anche con un apparato a pannelli solari che sia resistente alle condizioni estreme, adattato al territorio ed al clima, pregandoci invece di utilizzare le risorse economiche equivalenti per comperare materiale didattico e cancelleria per i bambini del suo villaggio.
A Silvano, che in questa occasione, abbiamo adottato a simbolo di tutte le MISSIONI che operano nel mondo, desideriamo esprimere due pensieri: Il primo è quello che faremo in modo di venire incontro alle sue esigenze di acquisto di materiale didattico da destinare al suo villaggio, a beneficio dell’attività di Suor Profumo (che opera accanto a lui) e dei suoi assistiti, attraverso una raccolta di fondi che utilizzeremo per inviare ciò che occorre ai bambini del TOGO perchè possano istruirsi e divenire le colonne dello sviluppo di domani di questa Nazione;
Il secondo pensiero è quello che annuncia la nostra disubbidienza verso ciò che ci ha pregato di non fare; quindi se sarà possibile acquisteremo un sistema a pannelli solari piccolo ed efficiente “a prova d’Africa”.
In tal modo, fino a che non sarà iniziata e completata l’elettrificazione della zona del KOLOWARE, potremo garantirgli la possibilità di far sentire la sua voce in maniera chiara e distinta dalle regioni remote del TOGO. E speriamo che trovi anche modo, come fa con i suoi bambini, di perdonarci questa monelleria.
Ciao Silvano 5V7SGA, Enzo IT9UMH ti cordializza e va in QRT.
Enzo Bisconti IT9UMH 21 Maggio 2007
<-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><->
Festa del Volontariato 18/19/20 Maggio 2007 - Lettera aperta a tutti i radioamatori
Caro collega radioamatore, come ogni anno la Festa del Volontariato gestita dal CE.S.VO.P. di Palermo consente all’E.R.A. ed ai propri associati di essere presenti e manifestare le attività svolte, accanto alle altre Associazioni di Volontari che operano con sacrificio da anni a Palermo e Provincia, a beneficio della collettività.
Mentre l’anno scorso abbiamo avuto modo semplicemente di presentarci alla comunità palermitana, che ha ben apprezzato la nostra opera attraverso l’uso cosciente e consapevole delle radio al servizio della Protezione Civile, quest’anno alla FESTA del VOLONTARIATO non ci presenteremo semplicemente come operatori radio “in vetrina” ma opereremo attivamente in maniera che metterà in sicuro risalto le potenzialità che ha ogni radioamatore, potenzialità tutte insite nell’essere per se stesso radioamatore specializzato di TLC.
Il programma che perseguiremo ed il risultato che ci siamo prefissi di raggiungere, durante la manifestazione, mira a collegare via radio in HF delle MISSIONI in AFRICA CENTRALE ed in MADAGASCAR.
Come saprai sicuramente ogni MISSIONE, laica o cattolica che sia, ha come unico mezzo di collegamento con la sede di origine, la radio in HF gestita da un missionario radioamatore.
In questo ultimo mese ho personalmente condotto una serie di contatti radio, via e-mail e telefonici con le organizzazioni che in Italia operano a supporto delle missioni in AFRICA.
La nostra iniziativa è stata accolta con estremo entusiasmo dal CE.S.VO.P. che ha espresso per tramite degli organizzatori, l’opportunità di poter estendere le tematiche trattate durante la Festa del Volontariato a Palermo introducendo l’aspetto pratico del VOLONTARIATO INTERNAZIONALE svolto dalle Associazioni palermitane.
Inoltre le organizzazioni italiane impegnate nella gestione delle missioni e gli stessi missionari contattati via radio, sono state ben liete di accettare l’opportunità di avere una finestra che gli consentirà di fare giungere la loro viva voce, tramite un collegamento radio in diretta durante la manifestazione, a tutti i visitatori presenti al Giardino Inglese.
A tale proposito, saranno allestite allo STAND almeno tre stazioni in HF in FONIA che opereranno sui 20 metri e 40 metri, inoltre se sarà confermata la presenza di un esperto telegrafista, sarà operativa anche una stazione in CW, oltre ovviamente una stazione in VHF. Una stazione HF sarà dedicata esclusivamente per i collegamenti con le missioni in Africa e Madagascar mentre le altre avranno l’opportunità di aprire i collegamenti con tutte e stazioni che risponderanno ai CQ di chiamata iscritte sul LOG, alle quali sarà destinata una QSL speciale con il nominativo di sezione, già predisposta.
E’ inutile dire che tutto il lavoro preparatorio delle stazioni radio, allestimento antenne e operatività su frequenza dovrà essere svolto da noi radioamatori.
A tal fine vi esorto a dare la vostra adesione sin da subito in maniera che potremo gestire e ottimizzare le risorse umane che avranno manifestato la propria disponibilità e che ovviamente opereranno da protagoniste con il proprio nominativo in quella che si preannuncia essere una lunga maratona radio. Tengo a precisare che NULLA di tutto quello che andrà fatto in termini di presenza radio via etere mira all’arricchimento dell’immagine della nostra Associazione in quanto, come più volte ribadito, noi radioamatori volontari dell’E.R.A. non cerchiamo vanagloria.
Quello che andremo a fare sarà finalizzato esclusivamente a dare il massimo risalto alle missioni e all’opera dei missionari in Africa e Madagascar che sono impegnati in qualcosa di immensamente gravoso.
Starà a noi rendere meno pesante questa situazione a questi nostri colleghi radioamatori, che attraverso la radio (le nostre radio) potranno collegarsi con la “cosiddetta” società civile, per mostrarsi e rendersi più visibili anche per le loro necessità.
Saranno allestiti pannelli grafici con testi e fotografie delle missioni che, in questa ultima settimana, si sono attivate per la spedizione del materiale grafico in loro possesso. Ovviamente l’invito a farsi parte attiva, a visitare lo STAND ed a partecipare personalmente con le proprie radio per effettuare i collegamenti allestendo altre postazioni, è esteso ai simpatizzanti, ai corsisti e a tutti i radioamatori ai quali diamo sin da subito il benvenuto per la preziosa presenza e collaborazione, sia che questi siano appartenenti ad altri sodalizi (ad esempio) come l’A.R.I. o CISAR, sia che questi siano NON ISCRITTI ad alcuna associazione radioamatoriale.
Per chi scrive, vale il principio secondo il quale “la radio unisce, non divide” e farò di tutto affinché questa iniziativa non resti un caso isolato, spinto per altro dai lusinghieri riscontri che in queste giornate mi sono giunti da diverse fonti titolate appartenenti a diversi sodalizi radiantistici nazionali, che mi invitano a perseguire su questa strada e ad affiancarmi alla preziosa esperienza di chi opera già da tempo in questo settore in altre sedi (cito tra tutti Antenna Amica).
Sono sicuro che darai pronto riscontro alla presente email, contattandomi direttamente al mio indirizzo di posta IT9UMH@EMAIL.IT per fissare un appuntamento al fine di allestire le radio, i dipoli, il parco antenne al Giardino Inglese e quant’altro sarà occorrente per la migliore riuscita di questo progetto.
Un saluto. Best 73 de Enzo IT9UMH – Palermo
Enzo Bisconti IT9UMH 01 Maggio 2007 <-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-> <-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><->